1997
 

wia
temporale
what for
saadma
memory block
allahabad
package syndrome


2000

preludio
memory block
package syndrome
walla-walla
kala
Inward spyral
tuč
bambou
traditional
oregon (for work)
what for
crow traditional song
knotty roots
saadma
chez leonne
allahabad
package syndrome (reprise)
janeau
 

"Kala: The beginning of the End".
"Sensibile ed eccitante batterista\percussionista Italiano Samuel Elazar Cereghini e la sua ensemble selvaggia ZION ha creato una colonna sonora per portarci nel luogo dove tutte le culture si mescolano e liberamente esistono ("vivere la musica senza confini"). Sarebbe interessante vedere un lungometraggio basato sulla creazione di questo villaggio globale!".
Modern Drummer - settembre 2001 - David Licht
 

ZION : “KALA: The Beginning of the End”
Il nonetto ZION – costituito nel 1996 dal polistrumentista Samuel Elazar Cereghini, cui sono attribuibili gli arrangiamenti e gran parte delle composizioni – offre con “KALA: The Beginning of the End” un’opera prima piuttosto singolare. Fra dissolvenze (i brani sono a volte soltanto brevissimi spunti lasciati in sospeso) e reiterazioni ritmiche, mutuate dal minimalismo come da musiche etniche, si dipana un percorso musicale forse un po’ occasionale e disomogeneo ma che sa ottenere un carattere terreno ed ancestralmente ritualistico da una dimensione prevalentemente acustica. I momenti migliori sono quelli orchestrali, pių elaborati e dai colori un po’ cupi.
MUSICA JAZZ - N.2 Febbraio 2001- Libero Farnč
 

ZION – KALA
Musica ad alta valenza impressionista, quella degli Zion, tesi a disegnare con gli strumenti (pių vasti del solito, almeno come timbriche: clarinetti, flauti, fisarmonica, oboe ed un set di percussioni) una serie di quadri minimali ma non troppo stilizzati, semmai giocati su una destrutturazione del folk, del jazz, di qualche radice etnica, verso zone liberate e ricche di suggestioni. L’effetto di tutto il disco ha un sapore a tratti sorprendente: che siano le cadenze fatali di “Walla-Walla”, oppure quelle visionarie e primordiali de “Inward Spyral”, le ossessioni di “Traditional” o i reticoli ritmici di “Oregon (For Work)”, l’equilibrio sonoro trova diversi punti di fuga, spazi con cui i musicisti – e soprattutto il loro principale mentore, Samuel Elazar Cereghini – giocano a piacimento, senza darsi una direzione precisa, ma seguendo, piuttisto la suggestione di un’idea, spesso fino al suo prosciugamento. Figlio di avanguardie melodiche black, dell’Oriente, di alcuni ricordi colti ed ascetici e di una buona inclinazione alla jam session, “Kala” sorprende per le sue deviazioni inattese, quelle che aprono un pezzo come “Tué” verso siragli latino-americani, oppure prendendo i soffi di un’emblematica “Bambou” per creare un’atmosfera rarefatta e quasi creazionista, o ancora, si raccolgono in cerchio per “What For”. Non ci sono voci ad interrompere il flusso di coscienze sonore che fanno di questo CD una piacevolissima scoperta di come la curiositā possa ancora generare, alle soglie di una nuova era espressiva, cose decisamente belle.
Mucchio Selvaggio - Martedė, 5 Dicembre 2000 - John Vignola