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Le Fate
Lascive
Grazie al testo di Rocco D'Onghia e alla
regia di Riccardo Magherini, ci trasportiamo in un luogo,
vicino o lontano che sia (quale è detto, bosco di Yettokirte,
dove non si sa): luogo pretesto, luogo leggendario, luogo
sospeso... caliamo nella magia dei luoghi immaginari.
Ricordo Il Deserto dei Tartari: stesso lento
sbadiglio d'attesa, stesso silenzio che contorna le cose...
gesti antichi, leggende, voci di richiamo. Anche qui,
manovre ed esercitazioni militari fuori dal tempo, chi sa
per quanto tempo ancora... Tutto è proiettato in avanti, ci
si prepara, ci si tiene pronti. A che cosa? A quale guerra?
Intanto si sopravvive, ci si scalda alla vita in questo
lungo freddo di boschi ed ombra. Testo poetico, colmo di
echi e di rimandi; tradotto da una scenografia scarna dove i
punti di forza sono veli trasparenti che come bozzoli si
schiudono all'apparire delle fate. (...)
Musica di Samuel E. Cereghini eseguita dal vivo da Nicola
Lanni e Gabriele Palimento, vocalist Suso, che fanno da
contrappunto e contribuiscono alle suggestioni. La regia ha
operato una vera trasposizione della parola in un'atmosfera
a volte rarefatta, a volte gravida di sensi.
Punto e Linea - 29 maggio 2006 - Paola
Raimondi
Samuel E. Cereghini "firma" dell' Arsenale
Il rapporto di collaborazione tra Samuel
Elazar Cereghini - musicista e compositore comasco diplomato
alla Berklee di Boston, noto per aver fondato il progetto
disperimentazione culturale Zion - ed il Teatro Arsenale è
un asso nella manica per entrambi. Infatti, Cereghini, ha
prodotto ed eseguito le colonne sonore di alcuni tra gli
spettacoli piu seguiti dal pubblico e messi in scena da
Riccardo Maria Magherini, conosciuto dagli affezionati della
sit-com Camera Café come la puntigliosa guardia notturna
Vittorio Ubbiali. (...)
Come è nata la sua collaborazione con il Teatro Arsenale?
Nel 2001 il teatro cercava un musicista per le repliche
dello spettacolo "Casi" e Nicola Lanni e Gabriele Palimento,
in organico da tempo all'Arsenale e musicisti del gruppo
Zion, mi hanno chiesto di partecipare. Nel 2003 su richiesta
di Riccado Magherini ho composto le musiche per lo
spettacolo "Pulp". In quel caso RIccardo Magherini, ottimo
attore che ha lavorato a lungo con Strehler, mi ha coinvolto
sul palco anche nella recitazione. Ritornerò in scena con
una mia composizione per lo spettacolo "Le fate lascive" già
andato in scena lo scorso anno. (...)
Oltre al teatro continua a girare con i suoi gruppi?
Mi sto concentrando al cento per cento su Zion. Sto
lavorando sulla contaminazione elettronica studiando i suoni
della natura. In primavera usciremo con un nuovo spettacolo
omaggio a Rino Gaetano, quest'anno ricorre il
venticinquesimo anniversario della sua morte. (...)
La Provincia di Como - 5 marzo 2006 -
Marilena Giaimis
Cereghini & gli ZION
Torna sui palchi lariani una formazione dalle
idee eterogenee responsabile, in passato, di due dischi di
grande sintesi musicale e di tanti concerti all'insegna
della libertà espressiva. Sono gli Zion di Samuel E.
Cereghini, polistrumentista e compositore che ama il jazz,
la musica etnica (nel senso piu ampio del termine) ma anche
la canzone d'autore ed il reggae. In questa ultima
incarnazione, che suonerà questa sera all'Aguaplano di
Cantu' il progetto Zion presenta i brani della sua ultima
produzione.
La Provincia di Como - 18 Febbraio 2006 -
Alessio Brunialti
"Le Fate Lascive" di Rocco D'Onghia, prima nazionale
assoluta ed ultima produzione del Teatro Arsenale della
stagione 2004-2005.
Secondo appuntamento della “Stazione” del
Teatro Arsenale, Le Fate Lascive rappresenta l’evento
culminante del Progetto Stazioni 2005. Nel bosco di
Yattokirte, in un territorio ai margini di ogni civiltà,
luogo antico e carico di leggende, l’esercito è impegnato in
esercitazioni ad oltranza nell’attesa di un conflitto
imminente, in attesa di una guerra che non comincerà mai.
Accanto a loro le Fate, donne assegnate alle esigenze
ricreative della truppa, donne in viaggio, delle quali il
Genio Militare dispone in gran segreto i movimenti: dalla
baracca del “Circolo Ricreativo” alle casematte e ai
fortini, da stazione a caserma, attraverso il grande bosco,
esse vanno alimentando dicerie e leggende, portando con sé
il loro piccolo bagaglio di felicità. Orgogliose di fare
finalmente parte di qualcosa, di essere chiamate
Consolatrici, nella vastità sconfinata della fredda tundra
le Fate Lascive sono la sola cosa viva e calda. Ma che
succederà loro quando la minaccia della guerra non ci sarà
più, e le dure manovre non avranno più ragione di essere?
Saranno mutate, abbandonate, distrutte e torneranno a
chiamarsi con l’antico epiteto di puttane; la tundra
selvaggia rimarrà sola con le sue ferite lasciate da mesi di
manovre e di esercitazioni sul suo dorso ruvido e gelato. Il
tempo e la natura ingoieranno lentamente ogni memoria, e
ricomincerà un altro viaggio.Tra i protagonisti dello
spettacolo la musica, con le composizioni di Samuel E. Cereghini
e la voce di Suso.
Teatro.org - 5 maggio 2005
Samuel Cereghini suona Bukowski all'Arsenale
Anche quest'anno Samuel Cereghini (Zion) con Lele Palimento
e Nico Lanni saranno la colonna sonora live nello spettacolo
Pulp che andrà in scena dal 3 al 28 marzo al teatro Arsenale
di via Cesare Correnti a Milano. Unica operazione teatrale
in Italia autorizzata dalla Charles Bukowski Foundation in
occasione del decennale della scomparsa dell'autore. Una tra
le ultime opere di Bukowski: un investigatore privato di
poco successo è chiamato a risolvere i problemi di una serie
di sconvolgenti figure, uscite da chissà quali racconti
noir. Un omaggio a questo autore divenuto famoso per la sua
narrativa discussa, ma anche poeta della lirica semplice,
potente e coinvolgente
Stampa Ottonote - mercoledì 14 gennaio 2004
Progetto Bukowski
Dall' 11 gennaio al 9 febbraio 2003 il Teatro
Arsenale presenta il Progetto su Henry Charles Bukowski dal
titolo 'Hank e i suoi amici' , curato da Riccardo Magherini,
Maria Eugenia D'Aquino, Simona Viciani, in collaborazione
con la moglie Linda Lee Bukowski, la Scuola di Cinema
Televisione e Nuovi Media, la Fondazione Cineteca Italiana e
la Fnac, che prevede spettacoli, serate e incontri con la
divulgazione di materiale assolutamente 'inedito' e con
ospiti d'eccezione come Carl Weissner, grande amico dello
scrittore e maggiore diffusore e curatore delle sue opere in
Europa. Il progetto mette in luce l'opera di uno dei
maggiori rappresentanti della letteratura e della poesia del
'900, attraverso l'occhio dei 'suoi amici'. Riccardo
Magherini, Maria Eugenia D'Aquino, hanno conosciuto e
frequentato Bukowski e sono da sempre, con Simona Viciani,
in contatto con la moglie Linda Lee. Il progetto nasce
dall'incontro e dalla lunga frequentazione di queste
persone, dal desiderio del regista e attore Riccardo
Magherini di mettere in scena una delle ultime e piu'
significative opere dello scrittore e soprattutto
dall'esigenza di rappresentarlo e ricordarlo attraverso
coloro che gli sono stati vicino.Il progetto intende
'raccontare' l' uomo e l'artista, lontano dai tanti luoghi
comuni che spesso circondano la sua figura. Novità assoluta
di tutta l'operazione: la prima e unica in Italia
autorizzata e voluta dalla CHARLES BUKOWSKI MEMORIAL
FOUNDATION presieduta dalla moglie Linda Lee Bukowski.
Il Progetto Bukowski 'Hank e suoi amici' prevede 4
appuntamenti: al Teatro Arsenale dall' 11 gennaio al 9
febbraio 03, alla Cineteca Italiana il 19 gennaio 03, alla
FNAC il 20 gennaio 03 seguito da degustazione al Bukowski
Pub, in diretta web dallo Web Studio delle Messaggerie
Musicali il 23 gennaio 03.
Le ultime ore di Buk Chinaski dall'opera di Henry Charles
Bukowski. Progetto, libero adattamento e regia Riccardo
Magherini, traduzione Simona Viciani
Musiche originali di Samuel E. Cereghini ed eseguite dal
vivo da Nicola Lanni, Gabriele Palimento, Samuel E.
Cereghini
Press Release 11-1-2003
Premio Darwin 2000
Il disco "Kala" è stato prescelto dal
"LABORATORIO DI BABELE" tra i 20 più interessanti a livello
underground nazionale ed ora è stata diffusa ufficialmente
la notizia che il disco è stato votato come il vincitore del
Premio Darwin 2000. Il concorso, da quest'anno anche tributo
al genio creativo di Frank Zappa, verte su musiche non
convenzionali, trasversali, reputate dal "LABORATORIO DI
BABELE" stesso (con la collaborazioni di giornalisti delle
testate nazionali ""Mucchio Selvaggio", "Rockerilla", "Andromeda"
e "Blow Up") degne di interesse, per motivi che vanno
dall'autenticità alla caratterizzazione stilistica, dalla
dimensione culturale all'originalità della proposta
artistica. La data della serata finale del "PREMIO DARWIN"
si è svolta sabato 12 maggio 2001 a Treviso.
Stampa Ottonote - mercoledì 5 dicembre 2001
"Kala: The beginning of the End".
"Sensibile ed eccitante
batterista\percussionista Italiano Samuel Elazar Cereghini e
la sua ensemble selvaggia ZION ha creato una colonna sonora
per portarci nel luogo dove tutte le culture si mescolano e
liberamente esistono ("vivere la musica senza confini").
Sarebbe interessante vedere un lungometraggio basato sulla
creazione di questo villaggio globale!".
Modern Drummer - settembre 2001 - David Licht
Rakasta al Punky Reggae Party di Cernusco sul Naviglio.
E' in programma per domenica 10 giugno (dalle ore 20.00) la
partecipazione di Rakasta di Samuel E. Cereghini al Punky
Reggae Party, dedicato alla memoria di Bob Marley, che si
terrà al Palatenda di Villa Fiorita - Cernusco sul Naviglio
(MI).Il gruppo Rakasta propone uno spettacolo in tributo
alla musica di Robert Nesta Marley, dai classici che hanno
reso il reggae noto in tutto il mondo ai brani che hanno
reso Bob Marley famoso in Jamaica all'inizio della sua
carriera. Dal Rock Steady alle sonorità Reggae, da "Judge
not" a "Redemption song" come del resto è stata intitolata
una delle più complete raccolte prodotte dalla casa
discografica fondata dallo stesso Marley.Il gruppo attivo
dall'inverno del 1998 esegue concerti in locali e feste in
formazione completa oppure in quartetto o in trio. Nel
repertorio del gruppo sono presenti, oltre ad un elevato
numero di canzoni di Bob Marley che danno vita allo
spettacolo "Punky Reggae Party", diversi brani di vari
artisti che nella loro carriera sono stati influenzati anche
dal reggae (Police, S.Wonder, T.Chapman e altri). Oltre alle
rivisitazioni di brani noti Rakasta presenta brani originali
ed alcune melodie afro-beat meno note.Insieme al già citato
Samuel E. Cereghini (chitarra, percussioni e voce) saliranno
sul palco Luca Massimiliano Russo (tastiere, flauto e coro),
Fausto Tagliabue (percussioni e tromba), Giangabriele
Palimento (basso e coro) e Nicola Maria Lanni (batteria e
coro).
redCOmusic
Samuel Cereghini sugli scudi
Davvero un
bel momento per ZION e gli altri progetti musicali di Samuel
E. Cereghini: un'esperienza teatrale e, nel fine settimana,
la partecipazione al concerto-tributo a Bob Marley con altri
artisti dell'area reggae. Iniziamo proprio dal festival
dedicato a Marley dal 7 al 9 giugno presso l'INDIAN'S SALOON
di Sesto San Giovanni. Ogni sera, dalle 20, il saloon si
trasformerà in un angolo di Giamaica con stand, gastronomia
e reggae. Samuel Cereghini con Rakasta chiuderà la 3 giorni
musicale con Rakasta Punky Reggae Party BOB MARLEY TRIBUTE,
il 9giugno. SAMUEL ELAZAR CEREGHINI, LUCA MASSIMILIANO
RUSSO, FUSTO TAGLIABUE, GIANGABRIELE PALIMENTO, NICOLA MARIA
LANNI; questa la formazione del gruppo RAKASTA che propone
uno spettacolo in tibuto alla musica di Robert Nesta Marley,
dai classici che hanno reso il reggae noto in tutto il mondo
ai brani che hanno reso Bob Marley famoso in Jamaica
all’inizio della sua carriera. Dal Rock Steady alle sonorità
Reggae, da “Judge not” a “Redemption song” come del resto è
stata intitolata una delle più complete raccolte prodotte
dalla casa discografica fondata dallo stesso Marley. Altro
impegno di questo mese per Cereghini, questa volta con il
gruppo ZION, al Teatro Arsenale di Milano. E' iniziata il 4
e si concluderà il 22 giugno, la reppresentazione di "CASI",
tratto da un racconto di Daniil Charms adattamento e regia
di R. M. Magherini. Casi è una partitura per tre musicisti e
due voci recitanti. Lo spettacolo si basa e trova il suo
perno centrale nel racconto dell'autore russo Daniil Charms
Starucha (La vecchia), sorta di esilarante thriller dalle
tinte grottesche ambientato nella Pietroburgo del 1930. Il
mondo poetico di Charms si anima, prende forma e "risuona"
di una inconfondibile prosa smozzicata, fortemente ritmata.
Ciò ha suggerito che in questo spettacolo la musica
acquistasse un ruolo naturale di assoluta centralità,
diventando parte attiva e strutturante della narrazione:
Casi procede così in continui scambi e interazioni tra la
voce narrante del protagonista e i musicisti-attori, in
scena con i loro strumenti. Le musiche sono di un altro
comasco, Damiano Della Torre.
Redazione ciaoCOMO 06 giugno 2001
Samuel E. Cereghini, Nicola Lanni e
Giangabriele Palimento,
componenti del gruppo Zion, sono impegnati da lunedì 4 a
Venerdì 22 con lo spettacolo "Casi" presso il Teatro
Arsenale di Milano. Casi è una partitura per tre musicisti e
due voci recitanti. Lo spettacolo si basa e trova il suo
perno centrale nel racconto dell'autore russo Daniil Charms
Starucha (La vecchia), sorta di esilarante thriller dalle
tinte grottesche ambientato nella Pietroburgo del 1930.
RedCOmusic
I comaschi Zion alla rassegna "Musica dei
Popoli"
Il 12 maggio scorso il disco "Kala" degli
Zion è stato prescelto dal "Laboratorio di Babele" come
vincitore del "Premio Darwin", un disco caratterizzato da
una serie di quadri minimali giocati sulla destrutturazione
di più generi musicali per un risultato a volte davvero
sorprendente. A coronamento del bel momento giunge ora in
casa Zion la conferma della convocazione per il festival
"Musica dei popoli", una rassegna internazionale di assoluto
prestigio che si propone di andare alla scoperta dei suoni
del mondo.
Redazione ciaoCOMO 01 giugno 2001
Giro del mondo in 15 concerti
Gruppi musicali d’Africa, Asia, America ed Europa sulle
scene di dieci comuni
SAN GIULIANO MILANESE - Quindici concerti in dieci comuni,
in un percorso ideale alla scoperta dei «suoni del mondo».
«L’iniziativa ha l’obiettivo di dare concretezza alla nostra
idea di cultura - spiega Emilio Locatelli, presidente del
Polo delle Rocche -, ovvero aggregazione tra popoli e centro
di interscambio tra diverse mentalità». Nata un anno fa come
mini-rassegna di sei concerti, «Musica dei popoli» ha
raccolto un successo in gran parte inaspettato, tanto da
spingere i promotori a raddoppiare gli appuntamenti. Cinque
i «temi» dominanti del cartellone di quest’anno, in un
tentativo di «offrire un assaggio - dice Emilio Tosi,
direttore artistico della rassegna - dei diversi linguaggi
musicali che si sono sviluppati nel mondo». Gli
organizzatori hanno voluto privilegiare la «contaminazione
musicale», la grande novità degli ultimi decenni che,
assieme al recupero delle tradizioni sonore, vede artisti e
musicisti impegnati in esperimenti musicali di forte
suggestione. I gruppi invitati alla rassegna rispondono
dunque alla duplice esigenza di presentare sonorità antiche
e diverse dalla musica occidentale e di dimostrare come
attraverso la musica culture differenti possono entrare in
relazione e convivere.Per la sezione «Musica dell’Immenso:
l’Africa» suoneranno Sinafrica e Ndajè, gruppi nati
dall’incontro di artisti di diverse nazionalità che
propongono brani tradizionali e arrangiamenti moderni. «La
Musica del Profondo: India e Iran» offre, oltre al Duo Sitar
e Tabla, la prima apparizione in Italia degli iraniani
Fakhteth mentre per «La Musica delle Tradizioni: melodie
basche, bretoni e greche» si esibiranno Ferebandaperta,
Balen Lopez de Munian e Takis Kunelis Ensemble. «La Musica
del Sole» è affidata alle cubane Renata Mezenov Sa e Milvys
Lopez Homen e al brasiliano Kal Dos Santos, mentre a
raccontare la «Musica senza confini» ci saranno gli Zion,
che hanno fatto della contaminazione la propria bandiera.
CORRIERE DELLA SERA - 29 maggio
2001 - Barbara Sanali
ZION : “KALA:The Beginning of the End”
Il nonetto ZION – costituito nel 1996 dal polistrumentista
Samuel Elazar Cereghini, cui sono attribuibili gli
arrangiamenti e gran parte delle composizioni – offre con
“KALA: The Beginning of the End” un’opera prima piuttosto
singolare. Fra dissolvenze (i brani sono a volte soltanto
brevissimi spunti lasciati in sospeso) e reiterazioni
ritmiche, mutuate dal minimalismo come da musiche etniche,
si dipana un percorso musicale forse un po’ occasionale e
disomogeneo ma che sa ottenere un carattere terreno ed
ancestralmente ritualistico da una dimensione
prevalentemente acustica. I momenti migliori sono quelli
orchestrali, più elaborati e dai colori un po’ cupi.
MUSICA JAZZ - N.2 Febbraio 2001-
Libero Farnè
Passage d'hiver
Samsara - via Incera Brugherio
L'occhio la mente scelgono immagini in bianco e nero da
riviste o giornali. la mano rapida strappa incolla su carta.
Da prima la vernice alla nitro nera segna. Poi graffi
carezze con blu rossi bianchi gialli arancioni verdi di
pastello a olio ritrovano arricchiscono producono la figura
o intrecci di figure. Forse una sorta di ballo. Alle ore
22.30 concerto di "Zion" (kala - the beginning of the end)
Samuel Cereghini/batteria e percussioni - Flaviano
Braga/fisarmonica Simone Mauri/clarinetto basso -
Giangabriele Palimento/contrabbasso. Kala e' il nuovo
intenso progetto che ci presentano Cereghini e soci, da
sempre su strade che sorvolano brillantemente schemi ed
etichette. Kala fonde tradizioni popolari e musica colta,
calando ogni brano in realtà musicali differenti. Melodie
semplici supportate da intrecci ritmici molto intensi,
sonorità e timbri suggestivi, ampio spazio
all'improvvisazione, grande feeling.
Press release - 15 febbraio 2001 -
Sandro Sardella
ZION – KALA
Musica ad alta valenza impressionista, quella
degli Zion, tesi a disegnare con gli strumenti (più vasti
del solito, almeno come timbriche: clarinetti, flauti,
fisarmonica, oboe ed un set di percussioni) una serie di
quadri minimali ma non troppo stilizzati, semmai giocati su
una destrutturazione del folk, del jazz, di qualche radice
etnica, verso zone liberate e ricche di suggestioni.
L’effetto di tutto il disco ha un sapore a tratti
sorprendente: che siano le cadenze fatali di “Walla-Walla”,
oppure quelle visionarie e primordiali de “Inward Spyral”,
le ossessioni di “Traditional” o i reticoli ritmici di
“Oregon (For Work)”, l’equilibrio sonoro trova diversi punti
di fuga, spazi con cui i musicisti – e sprattutto il loro
principale mentore, Samuel Elazar Cereghini – giocano a
piacimento, senza darsi una direzione precisa, ma seguendo,
piuttisto la suggestione di un’idea, spesso fino al suo
prosciugamento. Figlio di avanguardie melodiche black,
dell’Oriente, di alcuni ricordi colti ed ascetici e di una
buona inclinazione alla jam session, “Kala” sorprende per le
sue deviazioni inattese, quelle che aprono un pezzo come
“Tué” verso siragli latino-americani, oppure prendendo i
soffi di un’emblematica “Bambou” per creare un’atmosfera
rarefatta e quasi creazionista, o ancora, si raccolgono
incerchio per “What For”. Non ci sono voci ad interrompere
il flusso di coscienze sonore che fanno di questo CD una
piacevolissima scoperta di come la curiosità possa ancora
generare, alle soglie di una nuova era espressiva, cose
decisamente belle.
Mucchio Selvaggio - Martedì, 5
Dicembre 2000 - John Vignola
“Kala” è l’ultimo lavoro di Cereghini
Zion riscrive l’alfabeto della world Music
Prodotto da Ottonote il cd dell’ensemble
lariana mescola con equilibrio ritmi e generi. Nell’archivio
ideale della musica, tenuto in rigoroso ordine alfabetico,
Zion viene subito dopo Zappa Frank e Zawinul Joe. E non è
affatto un caso che l’ensemble lariano di Samuel Elazar
Cereghini abbia rapporti di buon vicinato con le intuizioni
del genio di Baltimora ma soprattutto con la visione totale
del compositore principe degli Weather Report. Quello della
world music è il richiamo più forte apprezzabile in Kala,
the beginning of the end, l’album “antologico” prodotto
dall’etichetta lariana Ottonote con il meglio della
produzione live del miglior gruppo etno-fusion del Comasco.
La creatività di Cereghini si rivela nei brani più
impulsivi, lunghe suite percussive in cui sono i fiati a
sottolineare le melodia presa in prestito con classe da
canti e danze tradizionali afro-caraibiche. Cereghini in uno
dei suoi pellegrinaggi musicali si è fermato in Guadalupa e
tra le 18 tracce del disco se ne sentono gli echi e anche
delle registrazioni fatte in loco. Dalla quasi sinfonica
Memory block alla complessa Oregon (for work) da What for
alla vorticosa Saadma. Brani che giocano sull’incerto
equilibrio tra improvvisazione e ricerca sonora, dove spesso
sono gli assoli di Simone Mauri e del sublime Flaviano
Braga a mescolare le carte e dare quel tocco di originalità
in più ad un copione già volutamente fuori dagli schemi di
un certo jazz italiano. Non c’è la pesantezza di altri
progetti di fusion etno-elettrica ma nemmeno il turismo
musicale di molti altri esperimenti di world music. Il fatto
che Kala sia ben suonato e prodotto degnamente non deve far
pensare che sia un disco difficile. Basta assistere a un
concerto dell’elastico gruppo comasco per rendersi conto che
a volte ci sono viaggi che senza un’adeguata colonna sonora
non avrebbe senso intraprendere. Compagni d’avventura
degnissimi di Cereghini sono stati Nadi Giori (basso e
contrabbasso), Marco Aiolfi (oboe e piano fender), Marco
Castiglioni (percussioni e batteria), Fausto Tagliabue e
Antonello Matzutzi (percussioni). Buon ascolto e buon
viaggio.
Il Corriere di Como - Martedì, 30
Maggio 2000 - Alfredo Del Curatolo
“Kala”, l’avventura Zion nella scuderia di
Ottonote
Tornano
gli Zion, il più interessante ensemble musicale comasco
degli ultimi anni, ma questa volta con un disco che
raccoglie il meglio della loro produzione. Ottonote sforna
un prodotto serio, importante e originale frutto
dell’esperienza musicale di Cereghini, percussionista e
ricercatore di suoni e tradizioni a metà tra il jazz e la
world music. “Kala, questo il titolo dell’album, segna il
coronamento di un periodo -spiega Cereghini- raccoglie il
meglio di concerti realizzati tra il ’95 e il ’97 e alcune
session in studio, più frammenti di registrazioni effettuate
in Guadalupa. Sono diciotto brani, originali o tradizionali,
arrangiati e remixati al Digistudio di Genova, che
testimoniamo l’attività di un gruppo elastico, che ha
riunito musicisti legati ad un progetto che non morirà”. The
Beginning of the End, l’inizio della fine, è il
significativo sottotitolo dell’album degli Zion. L’avventura
infinita del più famoso gruppo “di nicchia” del comasco
prosegue.
Il Corriere di Como - Mercoledì, 24
Maggio 2000 - Alfredo Del Curatolo
OTTONOTE LIBERA I SUONI WORLD DELLO ZION
Ecco l’album “KALA” in cui il gruppo di Cereghini recupera
le registrazioni del ’97
Approda
finalmente alla pubblicazione discografica uno dei progetti
musicali più interessanti emersi da Como negli ultimi anni.
Si tratta di Zion, ensemble polimorfico guidato dal
percussionista (e compositore oltre che polistrumentista)
Samuel Elazar Cereghini. “Kala – The Beginning of the End”
raccoglie diciotto brani registrati nelle situazioni più
diverse e da un gruppo variabile di strumentisti tra
l’agosto e il dicembre del ’97. Uno stile difficilmente
incanalabile, come conferma lo stesso autore: “Si potrebbe
definirla world music ad ampssimo raggio. La base sta nel
jazz con una ricerca ritmica e melodica che viaggia dai
Caraibi all’Africa all’Asia. Tre brani sono stati incisi in
Guadalupe”. Uno dei musicisti più noti della scena comasca,
Cereghini calca i polcoscenici da dieci anni. Allievo di
Marco Castiglioni e Roger Robertson ha fatto parte di un
numero impressionante di formazioni, ha suonato veramente di
tutto, rock, jazz,reggae, avanguardia sempre mettendo a
frutto una tecnica straordinaria perfezionata al Berklee
College Of Music di Boston. Zion è senza dubbio il suo
progetto più ambizioso. Nell’attesa di sentirli dal vivo
bisogna “accontentarsi” dell’album, una raccolta atipica e
intrigante che dimostra una ricerca profonda nelle
tradizioni ritmiche più svariate. La musicalità
dell’ensemble garantisce un suono uniforme ma in continuo
divenire. Diciotto frammenti che formano un ciclo dalla
pioggia di “Preludio” al tamburo e voce di “Janeau”. Echi
dell’Edgar Varèse di “Hyperprism” e “Intégrales” si fondono
con spunti jazzati creando una collonna sonora ideale per un
immaginario viaggio attorno al mondo. Gli strumenti si
intrecciano senza schemi definiti, a volte improvvisando, a
volte eseguendo partiture originali che lasciano ampio
spazio alle capacità dei singoli esecutori: Il risultato non
può lasciare indifferenti e sintetizza ottimamente le idee
musicali di Samuel Elazar Cereghini.
La Provincia di Como - Mercoledì,
24 Maggio 2000 - Alessio Brunialti
Zion in formazione completa per un giro del
mondo in musica
Successo per la “prima volta” del gruppo comasco al teatro
sociale
Lunghi applausi di ovazione, entusiasmo e richieste di bis
per lo spettacolo del gruppo comasco di ricerca e
sperimentazione musicale Zion che ha concluso, domenica sera
nella splendida cornice del Teatro Sociale, la breve tournèe
italiana, che si è rivelata molto produttiva ai fini
dell’incisione del primo loro cd. Il giovane pubblico che
occupava quasi interamente la platea ha mostrato di
aprrezzare le quasi due ore di spettacolo Sul palco erano
undici musicisti vestiti di nero e bianco, accompagnati da
giochi di luci e odori d'incenso diffusi in tutta la sala;
come scenografia i loro stessi strumenti. Protagoniste, come
di consueto per chi conosce la musica degli Zion, sono state
le armonie jazz su cui si sono composti ritmi travolgenti
che hanno accompagnato canti popolari in inglese e
portoghese. Lospettacolo è stato intervallato dalla
diffusione di canti e storie raccontate da bambini pigmei.
Un pubblico giovane ha affollato la platea per uno
spettacolo di quasi due ore
Era la prima volta che il gruppo si presentava in pubblico
al completo: a semicerchio su quattro pedane, una per ogni
famiglia: basso, chitarra, contrabbasso; flauto e clarinetto
basso; marimba e vibrafono; fisarmonica e piano fender e al
centro le numerosissime percussioni con cui si sono
riprodotti i caldi ritmi afrocubani e le sinuose melodie
arabe, anche grazie alla presenza di cinque percussionisti
tra i quali Marco Castiglioni, batterista della orchestra
della Rai. Ritmi afrocubani e accattivanti melodie arabe.
Protagoniste le percussioni “Sono contento – ha dichiarato
Castiglioni – che proprio nella mia città, per volere di un
mio ex alunno, Samuel Cereghini, sia nato un gruppo unico
nel suo genere in Italia, che ispirandosi a musicisti del
nord Europa porta avanti un lavoro di ricerca musicale.
Peculiarità dell’ensemble è la realizzazione di una musica
molto descrittiva che riproduce “immagini” di ambienti
diversi e che per tale motivo bene si presterebbe ad essere
la colonna sonora di film”. Ma Zion, l’altra sera, non è
stato solo musica: sul palco ballavano Arianna e Luisa,
ragazze di razze differenti, che rappresentavano,
idealmente, l’incontro di culture e di tradizioni diverse.
Le ballerine, con una sorta di animazione teatrale, hanno
guidato il pubblico riproducendo con spontaneità le
sensazioni che la musica trasmetteva.
Il Corriere Di Como - Martedì, 23
Dicembre 1997 - Marzia di Sisto
Zion conquista il Sociale
Positiva l’ultima tappa dello spettacolo “The Beginning of
the End”
Si è ufficialmente concluso il minitour del gruppo Zion con
la buona prova di domenica scorsa al Sociale di Como. Festa,
colore e passioni del centro e sud America. Tradizioni
profonde, antiche e popolari del medio oriente. Le danze
degli Indiani d’America. E, infine, il grande cuore
percussivo, dolce e selvaggio, dell’Africa. Questi gli
elementi di “The Beginning of the End” lo spettacolo
proposto da Cereghini e compagni che ha colto l’attenzione
dei numerosi spettatori presenti. (…)
Il coloritissimo viaggio musicale è stato infine premiato
dai caldi e convinti applausi degli spettatori (un tipo di
reazione che, in verità, non è spesso riscontrabile nella
massima sala cittadina). Le varie tappe del tour hanno dato
modo a questi musicisti di realizzare diverse registrazioni
che sfoceranno in album. "The Beginning of the End” è
sicuramente fra le migliori proposte musicali comasche degli
ultimi anni.
La Provincia di Como - Martedì, 23
Dicembre 1997 - Alessandro Cesellato
L’inizio della … musica
Anche un cd e altre tappe nel comasco nei programmi di Zion
Inizia stasera la sfida del gruppo musicale
comasco Zion con uno spettacolo innovativo, nato
dall’incontro di culture musicali diverse: un ideale viaggio
intorno al mondo partendo dal calore e dalla passione del
Sudameria per arrivare ai ritmi e alle sonorità africane. Il
concerto in programma all’Istituto Carducci porta lo stesso
titolo del cd in lavorazione, The Beginning of the End, e
apre la tournée, che dopo le tappe di Rimini e Bologna,
tornerà nella nostra provincia: al teatro di Canzo il 17 e
al teatro Sociale di Como il 21 dicembre. Nessun timore
sulla preparazione del gruppo nell’affrontare un pubblico
esigente ed esperto grazie alle collaudate competenze dei
tecnici (che collaborano con famosi gruppi italiani) e
degli artisti, tra cui spicca Marco Castiglioni, batterista
dell’orchestra Rai.
Il Corriere di Como - Giovedì, 11
Dicembre 1997 - Marzia Di Sisto
Zion viaggia dall’Oriente all’Africa
Stasera il Carducci ospita la prima dello spettacolo,
Cereghini e compagni presentano la novità culturale
C’è un preciso progetto di ricerca e
sperimentazione musicale e culturale dietro a “The Beginning
of the End” (“l’inizio della fine), lo spettacolo proposto
in prova aperta domenica sera al Box 202 e che stasera il
gruppo Zion presenterà, in anteprima ufficiale, nel salone
Enrico Musa dell’Istituto Carducci a Como. Sarà l’esordio
di una turnè teatrale che, dopo le trasferte di Rimini e di
Bologna, tocchera il teatro sociale di Canzo e domenica 21
dicembre tornerà in città sul palcoscenico del Teatro
Sociale. Spiegano i musicisti: ”Zion è anche un luogo dove
la ricerca e la sperimentazione di teorie, strumenti e
culture diverse cercano di convivere in un ambiente dove la
ricchezza degli incontri è frutto dell’unicità dei singoli”
La Provincia di Como - Giovedì, 11
Dicembre 1997 -
Andrea
Cavalcanti
Zion, la ricerca che funziona
Successo della prova aperta al pubblico dello spettacolo
Buona serata pilota per il gruppo Zion
domenica scorsa al Box 202 di Como. Un titolo apocalittico,
“The beginning of the end”, per lo show proposto da
Cereghini & C., che però di tragico non ha avuto alcunchè,
anzi, semmai parecchio accattivante e rilassante al tempo
stesso, vista l’estrema attenzione e tranquillità dei
numerosi ascoltatori presenti.Più che un gruppo, Zion è per
definizione dei suoi musicisti un “progetto di ricerca e
sperimentazione culturale” colto a divulgare facendole
artisticamente proprie le culture dei paesi africani,
mediorientali e ispano-americani. Un lungo viaggio ideale
nel mondo, con lunghi e coinvolgenti brani percussivi di
jazz, etno-rock, afro e musica latina, il tutto in una
particolare atmosfera “woodstockiana con ballerine
improvvisate e una spiritualità palpabile.
La Provincia di Como - Martedì, 9
Dicembre 1997 - Alessandro Casellato |